Vogliamo favorire processi cognitivi di rappresentazione mentale. I bambini con questa attività prendono coscienza e acquisiscono padronanza dei significati relativi agli oggetti, ai ruoli sociali, agli eventi abituali, alle relazioni. Nel mettere in scena ciò che conoscono e come loro se lo rappresentano i bambini esprimono anche emozioni e significati.

I genitori preparano il contesto di gioco organizzando l’ambiente e il materiale. Un genitore ha un ruolo di osservatore, mentre l’altro interviene nel gioco in maniera “non intrusiva” ma propositiva fornendo spunti di gioco, rinforzando e dando significato all’azione dei bambini, arricchendo e ampliando le loro idee ludiche.

Il gioco assume anche la qualità narrativa di un racconto del reale, fantasticato e rielaborato nelle azioni e nelle parole riprodotte. Inoltre, arricchisce il patrimonio linguistico del bambino e le relazioni sociali tra coetanei. Il genitore propone di fare finta rappresentare una situazione di vita reale, predispone gli oggetti.

Il genitore propone il gioco a 4-5 bambini oppure a un gruppo più numeroso: predispone gli oggetti oppure un angolo e avvia l’attività, lasciando poi i bambini liberi di creare la trama narrativa del gioco. Vi si inserisce ponendo l’attenzione ai significati attribuiti dai bambini, cercando di valorizzare e sostenere le loro idee.