Il pandoro è un dolce che non manca mai sulle tavole degli italiani nel periodo natalizio; sia esso di produzione artigianale oppure industriale, è spesso contrapposto al panettone. Nelle righe che seguiranno andremo a descrivere meglio le sue caratteristiche; una leccornia che direttamente dalle pasticcerie, arriva nelle nostre case per addolcire ulteriormente il periodo natalizio.

Si dice che in tempi remoti il Pandoro fosse considerato un dolciume tipico della città di Venezia; ai giorni nostri, com’è noto a tutti, è invece tipicamente attribuito alla città di Verona. Il nome “pandoro” deriva da “pan-de-oro”, un dolce che veniva consumato principalmente dai nobili veneziani nel XVI secolo; questo curioso nome viene dal suo impasto, nel quale si diceva fossero contenuti anche dei sottili fogli d’oro zecchino, oltre che ai soliti ingredienti (burro, uova, farina). Le leggende sull’origine di questo dolce si sprecano, e spaziano dalla brioche degli Asburgo (detta “pane di Vienna” e fatta come una pasta sfoglia a cui veniva aggiunto del burro) alla brioche consumata nelle antiche corti di Francia, e così via.

Da un tipico dolce del Natale veronese discende poi la classica forma a stella del pandoro; questo dolce è il “nadalin”, che viene farcito con liquore all’anice e pinoli. Da questa leccornia deriva il pandoro che noi tutto conosciamo, eterno rivale del panettone di Milano, sempre presente sulle nostre tavole durante il periodo natalizio. C’è chi sostiene, e forse non a torto, che sul pandoro abbiano influito in qualche modo anche gli austriaci; all’epoca infatti moltissimi pasticceri con origini austriache lavoravano a Verona.

Per l’etichetta del pandoro vale lo stesso discorso che si può fare per quella del panettone. Nel pandoro dev’esserci almeno un buon 20% di burro, mentre nel pandoro almeno il 16%. Nel nome “pandoro” sono contenute tutte le informazioni che segnano la particolarità di questo dolce: la colorazione giallo oro, il gusto con sentore di vaniglia, l’impasto soffice e morbido simile a quello della brioche, sua antenata. Grazie all’utilizzo di stampi a piramide tronca si riesce, infine, ad ottenere la forma di stella ad otto punte caratteristica del pandoro.